Nel pieno del week end motomondiale al Mugello, Carlos Ezpeleta, Chief Sporting Officer di Dorna Sports, ha incontrato la stampa italiana all’interno del Circuito per tracciare un bilancio della prima parte della stagione MotoGp e le sue prospettive future, a partire dal numero di gare in calendario, destinato a non cambiare: “Per noi il massimo rimane 22. Abbiamo un accordo con i team di non superare quella soglia per i prossimi cinque anni. Pensiamo che sia il numero corretto. La MotoGP deve continuare a crescere, ma questo non passa dall’aumentareil numero di GP, ma facendo un evento migliore ogni weekend”.

Carlos come giudicate le novità proposte dal Mugello dalla struttura all’organizzazione? “Siamo molto soddisfatti. Per noi il Mugello è sempre un Gran Premio speciale, per la storia del circuito, ma anche per l'intorno, essere così vicini a Firenze tanto che tutta la gente della MotoGP adora venire qui. Poi è chiaro che ogni anno abbiamo un evento che cresce dal punto di vista organizzativo e logistico, avevamo bisogno di questo allargamento del paddock, e devo dire che l'autodromo ha fatto un lavoro incredibile lasciandoci molto soddisfatti. Per questo stiamo parlando anche di progetti a lungo termine”.

Quindi farete anche delle proposte per i prossimi anni? “Si, c'è veramente tanta domanda, e vogliamo che gli interventi permanenti sulle infrastrutture aiutino la crescita di tutti, per questo è importante che il pubblico di ogni zona dal prato alle tribune abbia un'esperienza anche migliore di adesso”.

In questo momento della stagione suona un nuovo allarme sicurezza dopo le tante cadute di Barcellona, ci sono stati diversi incontri con i piloti, c’è qualcosa da correggere ? Noi siamo sempre molto attenti alla sicurezza, ma non è stato il caso di Barcellona, dove si sono verificati due incidenti che purtroppo sono stati gravi e spettacolari ma sono parte dello sport anche se facciamo tutto il possibile per diminuire il rischio. A Barcellona gli animi erano caldi a causa di due cadute così ma i piloti erano fuori pericolo e non c'erano ragioni di sicurezza per non continuare la gara su questo erano tutti d’accordo.

Avete intenzione di modificare qualcosa per il futuro: “Dopo gli incontri con in Safety Commission, stiamo lavorando su quattro aree. La prima è lo studio di un disegno della griglia di partenza e della prima curva diverso per il futuro, per dare più spazio tra i piloti e avere meno rischio. La seconda è quella del hole-shot anteriore, che abbiamo proposto alle case di non usarlo più, stanno verificando se si può fare già da quest'anno. La terza è una protezione della ruota posteriore, che come dimostra l'incidente di Zarco è una zona molto esposta. La quarta, come nel caso del contattato di Acosta e Alex Marquez, che la luce posteriore della moto possa avvisare i piloti dietro quando si verifica un problema meccanico”.

Per voi della MotoGp è iniziata una nuova era con l'ingresso di Liberty Media e del personale proveniente dalla Formula 1, cosa è cambiato? “È un impatto molto positivo. Avere conversazioni con chi ha costruito la F1 di oggi è un'esperienza preziosissima portando visione e mentalità nuova ma tutto ciò che faremo resterà comunque autentico per la MotoGP, dove al centro deve restare la competizione pura. Credo sia difficile negare che siano le migliori gare motoristiche sul pianeta. Liberty vede il valore di entrare in un settore dove non è necessario "aggiustare" lo sport, semmai ci sarà più attenzione sul piano commerciale o investimenti nel marketing, nei paddock o in nuove location, ma non cambieremo le cose tanto per cambiare”.

Moto2 e Moto3 continueranno quindi ad esistere? Assolutamente si, Moto2 e Moto3 sono parti intrinseche e fondamentali del campionato. Sono prodotti importanti per i broadcaster e per i tifosi, e servono a creare i personaggi del futuro. Stiamo lavorando per rendere le procedure di tutte e tre le categorie il più simili possibile, e valorizzare i giovani talenti che possono emergere.

Introdurre novità serve ad allargare la base dei tifosi, ma c’è il rischio di perdere il "tifoso storico"? “Questa è l'unica via possibile, non pensiamo mai di dover scegliere tra il fan di oggi e quello di domani. Le innovazioni, come la Sprint Race, vanno in entrambe le direzioni come dimostrano i dati d’ascolto del sabato. Vogliamo che i tifosi siano più vicini ai piloti, fisicamente nelle fan zone e attraverso contenuti che facciano conoscere la loro personalità”.